Il mondo del vino sta vivendo una trasformazione, in cui sostenibilità e tracciabilità diventano criteri chiave per chi acquista. Sempre più consumatori cercano etichette capaci di raccontare origine, pratiche produttive e rispetto per l’ambiente. 

Secondo le principali ricerche internazionali, l’interesse verso il vino sostenibile è in forte aumento: negli Stati Uniti la quota di consumatori che valuta la sostenibilità nella scelta delle bottiglie è passata dal 21% al 30% in un solo anno, mentre nel Regno Unito è cresciuta dal 17% al 23%. Un trend globale che riflette un desiderio sempre più chiaro: conoscere l’origine dei prodotti, verificarne la qualità e valutarne l’impatto ambientale e sociale. 

Questa evoluzione non rappresenta solo una sfida tecnica, ma una grande opportunità di posizionamento per le aziende della filiera vitivinicola, che oggi devono dotarsi di strumenti digitali per la gestione sostenibile della cantina e per la certificazione di processi produttivi sostenibili. 

In questo contesto l’analisi di esperti come Stefano Stefanucci, figura di riferimento nel panorama delle certificazioni e Direttore di Equalitas, mette in luce quanto la digitalizzazione sia ormai un alleato imprescindibile per rendere misurabili, verificabili e comunicabili le buone pratiche di sostenibilità. 

Apra – Var Group: soluzioni integrate per una filiera sostenibile e tracciabile

Apra – Var Group supporta le aziende vinicole con i-wine, un ecosistema di soluzioni software per cantine vinicole pensato per garantire tracciabilità sull’intera filiera, dalla vigna alla bottiglia. 

Per semplificare la vita a vignaioli e cantine, Apra – Var Group ha sviluppato insieme ad Equalitas una piattaforma, denominata ECM – Equalitas Compliance Manager – pensata per guidare i richiedenti verso la raccolta e l’organizzazione dei documenti necessari alla certificazione. 

Stefanucci spiega l’origine dello standard, pensato “dal basso”, cioè direttamente dai produttori. Non un’imposizione normativa o dei buyer, ma un’iniziativa che nasce da Federdoc, a cui aderiscono i consorzi di tutela delle Doc italiane. La certificazione Equalitas si basa su tre pilastri: ambientale, etico-sociale ed economico. Ed è a tutti gli effetti uno strumento digitale, intuitivo e rapido che aiuta le aziende a raccogliere, gestire e organizzare la documentazione, e a comprendere davvero cosa viene richiesto. 

In questo quadro all’interno della suite i-wine assumono un ruolo fondamentale i moduli: 

  • i-wine grape
    Consente una gestione evoluta della campagna agricola: pianificazione degli interventi, controllo dei trattamenti, ottimizzazione delle risorse idriche ed energetiche. Un supporto essenziale per chi persegue pratiche agricole sostenibili. 
  • i-wine quality
    Garantisce il presidio dei processi produttivi e dei parametri qualitativi, assicurando coerenza, controllo e conformità lungo l’intera filiera. 
  • i-wine sustainability
    Supporta la raccolta, la gestione e l’analisi dei dati necessari per le certificazioni di sostenibilità. Un modulo strategico per chi intraprende percorsi come Equalitas o simili. 
  • i-wine blockchain
    Permette di certificare e rendere trasparente la storia di ogni bottiglia, grazie all’utilizzo della blockchain applicata al vino, uno strumento sempre più strategico per la tracciabilità e la fiducia del consumatore. 

Queste tecnologie rappresentano un supporto concreto per le aziende che necessitano di un monitoraggio accurato dalla vigna alla bottiglia e di una gestione certificativa strutturata e affidabile. 

 

Il valore della trasparenza per i consumatori di oggi

Millennials e Gen Z sono tra i principali driver del cambiamento: cercano prodotti che abbiano una storia chiara, un’origine verificabile e un impatto positivo sul territorio. Le cantine che adottano soluzioni digitali integrate possono distinguersi grazie a: 

  • dati certificabili e immediatamente disponibili 
  • processi ottimizzati e coerenti con i requisiti normativi 
  • narrazioni trasparenti e credibili per il mercato 
  • una gestione più efficiente e responsabile delle risorse 

La spinta di consumatori e mercati va verso un vino più responsabile e trasparente. Per questo la digitalizzazione della filiera vitivinicola è decisiva: rende la sostenibilità misurabile e la tracciabilità del vino verificabile, trasformando dati e certificazioni in un vantaggio competitivo.